giovedì 30 maggio 2013

sembrerà una cazzata..

Qualche giorno fà è stato il compleanno di Marco e nonostante il suo regalo sia l'imminente viaggio-weekend a Barcellona volevo che avesse un pacchettino da aprire.. pensa che ti ripensa e alla fine cado nel banale ed utile paio di calze (infondo deve essere un pacchettino simbolico....), così esco di casa e mi butto su Corso Buenos Aires alla ricerca del mio pacchettino. Entro da Calzedonia, Intimissimi, Lovable, Yamamay, Tezenis e trovo mille calze e calzette da uomo di tutti i prezzi, colori, lunghezze, fantasie.. Tutti però Made in China, Croazia, Romania o Bangladesh.. No, cazzarola, voglio comprare un paio di calzette semplici da uomo ma Made in Italy.. poi vedo una piccola merceria polverosa in un angolo della via.. entro e trovo le mie calzette, blu, filo di scozia a coste, fatte in Italia (da un'azienda di Mantova ci tiene a sottolineare il commerciante), prezzo 5 €, penso sia ragionevole, pago ed esco, nograzienonmiservelabustinadiplastica!

Perchè vi racconto tutto questo?? Perchè penso che la crisi si combatta anche così.. sostenendo le piccole realtà, se non proprio locali almeno italiane! Anche noi siamo responsabili dell'espatrio di fabbriche nell'Europa dell'est o in China se non ci poniamo il problema della provenienza delle cose. Non me ne frega niente se il materiale è di alta qualità e italiano, la verità è che quella povera operaia lavorerà per poco più di 200€ al mese (in Europa dell'est e molto molto meno in India, Bangladesh o China) e che parallelamente altre operaie/i italiane/i perderanno il lavoro perchè costano troppo. Ho speso 5 € per un paio di calze contro l'offerta di 4 paia a 12€ delle catene prima citate, ma forse ho guadagnato in tanto altro.. !Non prendetemi per blogger bacchettona ma per una persona che crede nelle scelte per cambiare le cose. 

Guardate le etichette e quando potete scegliete bene a costo di rinunciare alla quantità.. ad avere l'armadio pieno.. sembrerà una cazzata ma tutti insieme qualcosa possiamo migliorare in questo strano mondo!!

Buona giornata
Angela ecosostenibile ;)

16 commenti:

  1. Devo ammettere che non faccio troppo caso a queste cose ma ultimamente sto cominciando a pensarla come te e cerco di "convertirmi" ;)

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  2. Altro che cazzotta Angela! Quello che dici è sacrosanto. E non sempre vuole dire spendere di più. Ieri per esempio sono andata al mercato dove c'è una carinissima bancarella di abbigliamento, bene, ho comprato ben 2 sciarpine di cotone leggero e una deliziosa maglietta a pois, tutto made in Italy, in un piccolo maglificio di Torino a conduzione famigliare ed ho speso..... 20 euro!!! Pensa un po'!
    E poi, oltre agli aspetti seissimi che tu hai citato, vogliamo dirlo che ormai, in tutte le città del mondo c'è un'omologazione esagerata?
    Che ci si trovi in corso buenos aires, a oxford street o nelle altre vie famose di Parigi o New York, bè....non c'è differenza..sempre le stesse catene si vedono! Che palle!
    Fra

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  3. Brava!
    Ciò che dici ti fà onore.
    Sono daccordo con te, la penso così anch'io.
    Manuela di Alessandria

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  4. cazzotta???? ma perchè sto Mc mi corregge le parole??????

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  5. è VERO !!! HAI RAGIONE è DA UN BEL Pò DI TEMPO CHE ANCH'IO LA PENSO COSì :)
    CIAO DA NANNARè

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  6. avevo scritto anch'io un post sull'importanza di sostenere il made in italy in un periodaccio come questo, purtroppo per sbaglio l' ho cancellato!
    tanto trovo che i calzini calzedonia abbiano perso molta qualità, secoli non li compro più, e spesso proprio tra le bancarelle dei nostri mercati troviamo calzini di qualità, ma anche altro, in puro cotone a prezzi modici, magari lavorati in piccoli laboratori in zona !
    non è una cazzata, oltre che a guardare il prezzo, guardiamo cosa ci mettiamo addosso!!! materiali sintetici e coloranti di chissa quale qualità ( se si puo' chiamare così ) stanno facendo sorgere un sacco di dermatiti ed eczemi!
    ciao !

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  7. Ciao Angela! E' vero, tutto dipende da noi...Non è sempre facile capire la provenienza, anche se l'etichetta dà la giusta indicazione, ma sappi che alcune volte può anche esserci scritto Made in Italy...ma ciò non vuol dire sempre che l'intera produzione sia avvenuta in Italia (c'è una legge che stabilisce che se il 20-25% - mi pare di ricordare- è prodotto il Italia tanto basta per poter dire che tutto il capo è prodotto qui!). Anch'io come te cerco di starci attenta e se hai la fortuna di trovare il venditore che ti assicura queste informazioni tanto di guadagnato. L'importante comunque è che ciascuno di noi faccia la sua parte. Brava! Dovremmo essere di più a pensarla così e a parlarne più spesso! :)

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    1. Grazie Angela.. è già difficile trovarlo scritto che al momento cerco di essere fiduciosa, però hai ragione.. ci sono volponi in giro!! Tutte in agguato!!

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  8. Concordo assolutamente! Sono anni che anch'io cerco di diffondere questa posizione, e quando compro qualche cosa guardo sempre l'etichetta di provenienza. Cerco sempre di comprare cose fatte in Europa "dell'ovest" (Italia, Francia, UK, Germania... e Svizzera, siccome sono svizzera :-), ecc.)
    (scusa l'italiano un pò barcollante (?) semmai, non è la mia lingua materna...)
    M.

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  9. condivido in pieno tutto ciò che hai scritto!!

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  10. hai ragione!.. anch'io ho avuto da comperare,a buon prezzo, prodotti nostri..e anche se ho speso 2 eurini in più,sono uscita felice, di aver comperato un nostro prodotto...ciaooo

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  11. Ho letto il tuo post e ho sorriso: la mia famiglia lavorava in una piccola fabbrichetta di calze piemontese che ha chiuso qualche mese fa. Da anni ormai era troppa la morsa della concorrenza con le firme più conosciute che producevano all'estero e a poco.
    Come competere con i prezzi del mercato quando oggi, ormai, se vuoi vendere qualcosa i soldi che ricavi non ti bastano nemmeno per pagare la materia prima e la manodopera che lavora?
    Senza parlare della qualità di questi prodotti a prezzo ridotto provenienti dall'estero(spesso discutibile). Sostenere il "made in Italy" facendo attenzione a cosa compriamo credo sia un piccolo ma importante passo per aiutare il nostro Paese a ripartire...
    Camilla

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    1. Grazie per aver condiviso la tua esperienza... mannaggia!!!!Speriamo che le cose cambino.. proviamoci! Un abbraccio a te e alla tua famiglia, Angela

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  12. brava che ogni tanto ci riporti a PENSARE!!!!!!!!!
    CIAOOOOOOOOOOOOOO LIZ.

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